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La peculiarità del progetto è nella relazione che l’edificio costruisce con il parco e con la città; una sequenza articolata di logge, terrazzi, la marcata differenziazione dei volumi che si affacciano sul parco esprimono l’anima più privata dell’abitare, più personale.

“Ogni appartamento è diverso, all’interno così come all’esterno,
permettendo a chi andrà a viverlo di identificarsi con esso”.

identità del progetto

Uscire dalla logica ripetitiva, invariabile dell’abitare fatto di standard, regole commerciali, assenza di spazi confivisi, indifferenza al luogo e dei luoghi. Le cose identiche possono e devono essere diverse da loro, avere variabili liere, determinate dalla possibilità di far dialogare lo spazio con le possibili aggregazioni orizzontali e verticali, con pause, ritmi e sequenze. Abitare deve ritornare ad assumere un significato per cho abita, per chi vive la città i suoi spazi di relazione, i vuoti. Abitare deve diventare un dispositivo di relazione, percezione, emozione, collettiva e intima, dove la materia può raccontare la storia nella storia, le vite tra le vite, la luce nella luce, le ombre nell’ombra, gli sgordi e i passi.

Le diverse altimetrie e le falde inclinate disegnano una figura poliedrica che varia continuamente, creando una piacevole armonia tra l’edificio, il parco e la città.

Il diritto alla materia ha sviluppato una ricerca sulla realzione tra materia e volumetrie, spazi interni ed esterni, e sulla relazione con la luce naturale tramite l’invenzione e la creazione di due nuovi sistemi di facciate: il sistema in legno "millerighe" e il boa diamante in ceramica.

il legno

Millerighe nasce per risolvere in maniera semplice esigenze funzionali e “sentimentali”, per poter riavvicinare il legno nel definire gli spazi tra gli spazi, per poter affermare che i luoghi privati possono essere limitrofi a quelli pubblici, per definire la soglia tra questi due spazi e portarla a racconrare un edificio, che si può aprire e chiudere come una scatola magica, modificandone la sua percezione sia dall’esterno che dall’interno.

la ceramica

Lavorare un materiale antico, antico come la città di Roma: la ceramica. Alla ricerca della terza dimensione. Creare un dialogo con la luce. La materia diventa luce, colore. Ci racconta, ci appartiene. La tecnologia, nello spirito della nuova sfida, dialoga con noi. La storia degli uomini, la nostra storia, nella nostra sfera intima, nel mondo è la nostra identità la più intima. 
Diamante è una scelta, la nostra scelta.

5+1AA ARCHITECTURES

5+1AA Alfonso FEMIA e Gianluca PELUFFO ha realizzato il Campus Universitario di Savona, le direzioni del Ministero degli Interni a Roma, il Palazzo del Ghiaccio e dei Frigoriferi Milanesi e il Centro Direzionale di Fiera Milano.
Nel 2003, per l’attività di ricerca, sono stati insigniti del Titolo di Benemerito della Scuola della Cultura e dell’Arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nel 2005 Vincono il concorso per il Nuovo Palazzo del Cinema di Venezia.
nel 2007 aprono lo studio a Parigi dove vincono il concorso per lariqualificazione dei Docks di Marsiglia. Hanno realizzato l’Agenzia Spaziale italiana di Roma.

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